Chi sa parli. Il contributo che Città del Capo Radio Metropolitana ha dato per il trentennale di questa tragedia è una campagna d’informazione: abbiamo comprato banner e spazi sui principali quotidiani on line francesi, Liberation.fr, Slate.fr per porre questa domanda di verità direttamente al Governo Francese e al Presidente Sarkozy.
Grazie per il vostro sostegno.
Ustica: qui sait, doit parler
9 giugno 2010Ustica, Alfano firma 4 rogatorie internazionali
2 luglio 2010
Il ministro della giustizia, Angelino Alfano, ha firmato e inoltrato oggi quattro rogatorie internazionali sul caso Ustica. Le rogatorie – a quanto si è appreso da fonti vicine al ministero – riguardano gliStati Uniti, la Francia, il Belgio e la Germania. A chiederle è stata la procura della Repubblica di Roma per l’inchiesta sulle cause del disastro del Dc9 Itavia.
La notizia è stata accolta con soddisfazione da Daria Bonfietti, Presidente dell’associazione dei familiari delle vittime, che ha ribadito l’importanza di un supporto delle istituzioni e della politica alle iniziative della magistratura.
La notizia su Le Figaro “Francia sotto accusa”
“La Francia nuovamente accusata nella tragedia di Ustica”: questo il titolo di un articolo che il quotidiano francese Le Figaro oggi dedica alla decisione della giustizia italiana di inviare due rogatorie a Francia e Stati Uniti per tentare di stabilire la verità nel disastro aereo del Dc9 Itavia che il 27 giugno del 1980 causò la morte delle 81 persone a bordo. Commentando le eventuali responsabilità della Francia nella tragedia, Le Figaro ricorda che Parigi ha già risposto a tredici rogatorie affermando che nessuno dei suoi caccia dell’aeronautica militare “pattugliava quel settore al momento del dramma”. L’affermazione del quotidiano intende rispondere alle accuse ribadite anche recentemente dall’ex presidentedella Repubblica, Francesco Cossiga, che afferma di aver saputo a suo tempo dal capo dei servizi dell’epoca generale Martini che il missile che avrebbe abbattuto l’aereo dell’Itavia era francese.
Ustica. La Francia è “pronta a cooperare”
29 giugno 2010“Pronti a cooperare pienamente” con la giustizia italiana per accertare quello che è successo nel cielo di Ustica il 27 giugno 1980. L’affermazione arriva a sorpresa a pochi giorni dal trentennale della strage più internazionale della storia repubblicana e proviene da un portavoce del governo francese.
E’ Bernard Valero, portavoce del ministro degli esteri di Parigi, a pronunciare all’agenzia Ansa parole impegnative che dimostrano che il fiorire di iniziative sulla strage di Ustica, dal libro dell’ex giudice Rosario Priore alle nuove produzioni video fino ad arrivare alla nostra campagna “Chi sa parli”, possono portare a dei risultati. “Noi – ha affermato Valero – non abbiamo informazioni complementari. Per il momento, ci atteniamo a quella che è stata la fine del processo. Sappiamo tuttavia che la giustizia italiana ha riaperto recentemente un’inchiesta. Non appena le autorità italiane ci invieranno una richiesta ufficiale, una rogatoria internazionale, siamo pronti a cooperare pienamente con l’Italia, come abbiamo già fatto in passato, per fare piena luce su questa vicenda”.
27 giugno 2010, trent’anni dopo
27 giugno 2010E’ cominciata alle 11 nel Comune di Bologna alla presenza delle autorità emiliane e siciliane, e si è conclusa al Museo della Memoria che dal 2007 ospita il relitto dell’aereo. I familiari delle vittime hanno anche fatto tappa in piazza VIII Agosto per vedere l’opera di Flavio Favelli che ricostruisce nelle dimensioni originali l’aereo partito 30 anni fa da Bologna e esploso al largo di Ustica.
Nel suo discorso Daria Bonfietti ha osservato: “Mi pare che questa verità ci stia quasi assediando” - aggiungendo -“Bisogna smettere di fare polemiche. Ci mancano i nomi dei responsabili. Conquistiamoli!”. Bonfietti ha poi ringraziato anche la campagna informativa lanciata da Radio Città del Capo per chiedere la verità sulla strage attraverso i principali giornali on line francesi: “Speriamo che la collaborazione annunciata sia una adeguata collaborazione”.
Ciancimino: “Mi fu detto subito che era stato un aereo francese”
26 giugno 2010
“Doveva essere una serata tranquilla, stavamo andando a giocare a carte ad un torneo di poker in un noto circolo dei potenti siciliani. Arrivati all’ingresso del circolo c’era un’auto blu che aspettava mio
padre e Rosario Nicoletti, segretario della Dc siciliana. Erano stati convocati d’urgenza a casa del ministro della difesa Attilio Ruffiniper una riunione”. Sono i ricordi di Massimo Ciancimino rispetto alla sera del 27 giugno 1980, ai nostri microfoni.
Ciancimino ai magistrati palermitani nel 2008 aveva raccontato di aver saputo dal padre Vito, l’ex sindaco di Palermo organico a Cosa Nostra, che ad abbattere il DC9 Itavia sui cieli di Ustica era stato un aereo francese. I pm romani Erminio Amelio e Maria Monteleone che hanno riaperto l’inchiesta sulla strage di Ustica lo hanno convocato come teste e dovranno cercare riscontri della sua testimonianza. “Ricordo il malessere di mio padre nel non poter dire ad un caro amico quello che era successo. Era l’ingegnereRoberto Parisi della Icem, l’azienda che aveva in gestione l’illuminazione pubblica a Palermo. Parisi perse la moglie e la figlia Alessandra sull’aereo”. Ciancimino spiega perché il padre venne coinvolto: “Posso dire che mi fu detto subito che era stato un aereo francese. C’era una volontà di controllo del territorio, in quel momento c’erano grandi obblighi da parte della politica siciliana collusa e controllata da Roma che imponeva le scelte di alcune aree da destinare agli alleati quindi anche per questo la scelta di coinvolgere mio padre, non solo per il suo rapporto con i cosiddetti corleonesi”.
Ascolta Ciancimino: 3dom9.mp3
Chi sa parli
22 giugno 2010Boltanski e il dolore della memoria
20 giugno 2010
L’artista francese Christian Boltanski racconta ai nostri microfoni come ha realizzato l’installazione permanente del relitto del DC9 per il Museo per la Memoria di Ustica. Ascolta l’intervista boltansky_ok
Osnato e la tortura della goccia cinese
18 giugno 2010
L’avvocato Daniele Osnato, legale che assiste un’ottantina di familiari delle vittime nel processo civile in corso alla tribunale di Palermo, ha parlato ai nostri microfoni di “tortura della goccia cinese”. E’ questa la metafora scelta dall’avvocato per descrivere lo stato d’animo dei familiari di chi quella notte era sul Dc9 Itavia: un continuo stillicidio di depistaggi, mezze ammissioni, verità taciute che in trent’anni hanno portato il dolore ad un livello non più sostenibile. “Basta” è il loro grido, e nella causa civile lanciano una provocazione ai ministeri dei Trasporti e della Difesa, ministeri che si dovevano occupare della sicurezza in volo del Dc9: Diteci la verità e non vi chiediamo un soldo.
Ascolta l’avvocato Osnato Daniele Osnato_web version
“E se qualche giornalista insiste… qualche incidente in macchina”
17 giugno 2010“Sopra e sotto il tavolo – Cosa accadde quella notte nel cielo di Ustica” è un film inchiesta realizzato da Gianluca Cerasola e Giampiero Marrazzo sulla tragedia del Dc9 dell’Itavia.
Il lavoro dei due giornalisti è partito da un’intervista a Francesco Cossiga che è tornato a dire che fonti dei servizi segreti italiani gli dissero che a colpire l’aereo erano stati i francesi. Nel docufilm anche le testimonianze di Gianni de Michelis, Giulio Andreotti e Rosario Priore.
Il dvd accompagnato da un libro si trova in edicola, edito da Tullio Pironti.
Ustica, scenari di guerra
16 giugno 2010
Fabrizio Colarieti, giornalista, cura assieme al collega Daniele Biacchessi l’aggiornatissimo archivio storico giornalistico www.stragi80.it, ed è autore del volume “Ustica, scenari di guerra” (Becco Giallo, 2010). Ascolta l’intervista colarieti
Daria Bonfietti sostiene la nostra campagna
12 giugno 2010
“Partecipazione e gratitudine per l’iniziativa intrapresa da Radio Città del Capo per mobilitare l’opinione pubblica francese.”Queste le parole di Daria Bonfietti, presidente dell’associazione familiari vittime della strage di Ustica, espresse sulle pagine dell’Unità Emilia-Romagna.
Leggi l’articolo: Prima parte – Seconda parte
Rosario Priore: “Cossiga ha completato il quadro”
10 giugno 2010
L’ex giudice istruttore Rosario Priore, titolare dell’inchiesta sulla strage di Ustica, ai nostri microfoni conferma lo scenario della guerra nei cieli. Il DC9 fu colpito (molto probabilmente per errore) durante un’operazione di intercettazione: obiettivo: eliminare Gheddafi. Per Priore Cossiga indicando nella marina Francese gli autori dell’attacco missilistico “ha completato il quadro”. Ascolta Priore: priore_1
Bozzo: “Quel 27 giugno 1980 a Solenzara…”
10 giugno 2010
L’ex generale dei carabinieri Niccolò Bozzo che ha fatto parte del nucleo antiterrorismo di Carlo Alberto Dalla Chiesa ricorda quel 27 giugno 1980. Nel giorno dell’abbattimento del Dc9 Itavia Bozzo si trovava a Solenzara in Corsica in vacanza. A Solenzara c’è una base dell’aeronautica militare francese: a differenza di quanto affermano le autorità francesi quel giorno il traffico aereo fu intensissimo, molto più del solito. Ascolta: bozzo1
Benedetto Krismancic era un geometra dell’ex jugoslavia utilizzato come fonte dal generale Dalla Chiesa; ha lavorato in Libia per diverso tempo allestendo rifugi antiatomici. Bozzo lo incontra dalla primavera al luglio del 1980 a Serravalle Scrivia dove il geometra viveva con la moglie. L’uomo è in possesso di informazioni interessanti: nei colloqui avuti in giugno (prima della strage di Ustica) racconta di un piano libico per eliminare il presidente Gheddafi. Ascolta bozzo2
Secondo Bozzo il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha parlato di intrighi internazionali dietro la strage di Ustica perchè qualcuno ha parlato e gli ha fatto vedere qualcosa. Per l’ex generale il procuratore antimafia Pietro Grasso ha trovato informazioni che si inquadrano nel contesto per cui il Dc9 si trovò al centro di una battaglia aerea sui cieli del Tirreno. Ascolta bozzo4
Chi sa parli
5 giugno 2010Strage di Ustica. A trent’anni di distanza dai fatti non c’è la possibilità di arrivare a una sentenza giudiziaria, né molto probabilmente di punire i colpevoli. C’è però la necessità storica di accertare la verità dei fatti.
Non siamo di fronte a un attentato terroristico realizzato da un gruppo eversivo, ma a operazioni coperte che hanno visto impegnate forze armate appartenenti a stati sovrani. Sul basso Tirreno quella notte volavano caccia statunitensi della Nato e caccia francesi. Molto probabilmente anche Mig Libici. E poi aerei militari e civili Italiani.
Il DC 9 dell’Itavia si sarebbe trovato in mezzo a uno “scontro a fuoco”, avvenuto non per strada ma nei cieli, e con tutta probabilità è stato abbattuto per errore. Tuttavia questo non attenua le responsabilità di chi ha operato e di chi ha coperto e depistato: la verità su Ustica è con tutta probabilità una verità imbarazzante e indicibile, ma non inconoscibile.
Noi non sappiamo chi ha lanciato il missile e perché, ma sappiamo perfettamente chi sono coloro che hanno visto quello che è successo e conoscono sia la dinamica che le responsabilità: sono i Governi, le intelligence militari e i servizi di sicurezza di almeno quattro nazioni: Stati Uniti, Francia, Libia e anche Italia.
Noi, tutti noi, sappiamo chi sa la verità su Ustica. E tace.
Per anni abbiamo chiesto ai governanti di parlare: recentemente l’ha fatto l’ex presidente Francesco Cossiga, che ha indicato chiaramente come responsabile dell’attacco aereo la marina Francese.
Non sappiamo se la sua verità sia “La Verità”, tuttavia, dopo affermazioni così impegnative, è ancora più colpevole rimanere inerti. E se le istituzioni non si muovono, se chi governa sta zitto per precise e inconfessabili “ragioni di Stato”, le domande le devono fare i comuni cittadini, les citoyens, di cui questi Stati dovrebbero essere espressione e garanti.
Non abbiamo mobilitato grandi nomi nè testimonial perché vorremmo riappropriarci di una capacità di partecipazione che non ha bisogno di simboli. Quindi vi chiediamo di fare vostra questa campagna: niente nick o pseudonimi, niente click su Facebook.
Aderite con la vostra faccia, con nome e cognome: il vostro contributo servirà a sostenere i costi e a dare un segnale preciso ai Governi: “Non abbiamo dimenticato nulla, passasse un anno, altri dieci, o altri trenta continueremo a chiedervene conto.”


